Macchia aperta

Da adolescente Laura Ceretti viene accompagnata dallo psicologo per sottoporsi al test di Rorschach perché i genitori, entrambi ingegneri iper-razionali, erano preoccupati per i suoi sbalzi d’umore e l’estrema sensibilità. Durante la visita, lei attribuisce alle tipiche macchie simmetriche contenuti e significati estrosi, inconsueti e fantastici, spia evidente di quella vena creativa che la accompagnerà per tutta la vita. Non era malessere, dunque, ma promettente germoglio di un animo artistico, libero e curioso.
La curiosità, sua costante compagna nella vita privata e professionale, nel 2017 si concretizza nel progetto fotografico “macchia aperta”.

Come la finitura della posa architettonica a “macchia aperta” permette al marmo o al legno di riprodurre motivi specchiati e decori simmetrici che superano la semplice venatura del materiale, così il progetto di Laura Ceretti viene applicato agli scatti fotografici di panorami naturali, ripresi da un drone in volo. Attraverso la stampa digitale delle doppie e quadruple proiezioni del paesaggio, si creano raffinate immagini, disegni, reticoli e prospettive impossibili che trasformano la percezione e stimolano la molteplicità dell’interpretazione interiore dell’osservatore in una resa visiva finale enigmatica, misteriosa e al tempo stesso affascinante. Fotografie, spunti di creatività dai dettagli particolari, trasformate in un elegante e magico linguaggio artistico, espressione di una estetica emozionale tutta femminile.